Ogni volta che inviamo un saluto standardizzato via e-mail, una parte del nostro io adolescente muore. Ed è comprensibile: a 16 anni non avremmo mai pensato di diventare persone che usano espressioni come “circling back” o “touching base”, soprattutto se accompagnate da quel numero di punti esclamativi che basta a farci sembrare disinvolti, spensierati e affascinanti.
Eppure eccoci qui. E da adulti di tutto rispetto nei nostri settori da adulti di tutto rispetto, abbiamo iniziato a concludere i messaggi con “cheers!” o a usare “best” come mezzo per affermare una forza passivo-aggressiva. Ecco quindi la classifica definitiva delle frasi di apertura da manuale per le e-mail: da quelle più demoralizzanti a quelle riservate esclusivamente a un capo che è anche il tuo coinquilino e forse il tuo migliore amico.
“Ehi! Ti ricontatto...”
Immagina di crescere sapendo che questo sarebbe stato il tuo destino. Tu, seduto sul bordo della tua sedia ergonomica, con lo sguardo perso nell’abisso digitale mentre chiedi per la quattordicesima volta della busta paga che avresti dovuto ricevere a febbraio. “Ehi!” esordi. “Ti ricontatto solo per assicurarmi che tu abbia ricevuto la fattura che ti ho inviato nel 2015! Fammi sapere se ci sono problemi. Grazie mille!” Bevi un sorso del tuo caffè tiepido, dicendoti prima o poi lo vedrai quello $103.
“Ciao! Volevo solo farmi sentire... . . .”
Non è così. Non volevi affatto limitarti a fare un saluto. Volevi sapere perché la persona con cui hai scambiato e-mail non ti risponde. Cosa hai detto? Cosa hai fatto? Sei stato licenziato? Probabilmente sì. Perché se c’è una cosa di cui possiamo essere certi, è che tutti ricevono e leggono la maggior parte delle loro e-mail e poi procedono a cancellarle consapevolmente, a rispondere o a contrassegnarle come non lette finché non scendono così in fondo alla pagina da acquisire coscienza e cancellarsi da sole.
“Ti scrivo per dirti che...”
“. . . Che mi detesto e desidero così tanto sembrare disinvolta che sto usando un’espressione che nella vita reale direi solo se fossi costretta sotto ricatto. Ti prego, rispondimi. Ti prego, ti prego, ti prego, rispondimi.”
“Ti scrivo per chiederti…”
Cosa hai fatto per meritarti tutto questo? Perché sai bene che hanno ricevuto la richiesta iniziale. E sai anche che volevano evitare di rifiutare gentilmente qualunque cosa tu voglia sapere. E ora eccoti qui, a confrontarti con loro come un paparazzo appostato fuori da un ristorante.
“Volevo scriverti due righe...”
È carino, è disinvolto, è il jeans Jordache dei saluti standardizzati via e-mail. Sei tu, che ti avvicini con lo skateboard a chi speri di lavorare presto, facendo un ollie, scagliando via la sigaretta che ti ha dato la migliore amica di tua sorella maggiore mentre sorseggi la bibita alla spina che hai appena preso da McDonald’s. Non te ne frega niente, amico, stai solo mandando un messaggio. Alzi le spalle mentre lo invii, scuotendo i capelli con un sorrisetto di traverso, sapendo che non ha importanza. Non sei tu, sono loro. Forse ci sei nato, forse stai solo mandando un messaggio.
“Ciao, mi chiedevo solo cosa ne pensassi di...”.”
Questo è il modo diretto per dire: “Rispondimi via e-mail, fottuto animale gonfiabile. Ho bisogno che tu mi risponda via e-mail. Non è una richiesta. Non sto scherzando. Vedi qualche punto esclamativo? Certo che no. Se questa conversazione avvenisse di persona, ti farei a botte. Vuoi fare a botte? Io sì.”
“Ciao!”
LA LA LA.
“Ciao!”
Scrivi, sorridendo tra te e te perché sai che chiunque apra questo messaggio è fortunato a vedere il tuo nome nella propria casella di posta. “Ehi, ciao!” ridi, fingendo di salutare con la mano come se avessi appena scorto questo redattore dall’altra parte del parco e entrambi sapeste quanto sei figo mentre sorseggi vino da una confezione alla tenera età di chissà quanti anni hai. “Ehi!” dici a te stesso, scuotendo la testa incredulo: sei proprio così rilassato, e tutti lo percepiscono.
“Ehi!”
(con la voce tipica di Don Draper) CALMATI.
“HIIIIIIII”
Conosci questa persona. Devi conoscerla per forza. La conosci nella vita reale, vero? O almeno avete già lavorato insieme in passato? Non può essere un estraneo. È impossibile. Non si mandano email agli sconosciuti in questo modo. Non si può mandare email agli sconosciuti in questo modo. È illegale mandare email agli sconosciuti in questo modo. Perché stai allungando così le vocali? Perché sei così rilassato? Dimmi come si fa a essere così rilassati. Mandami email in questo modo solo se abbiamo meme condivisi.
“YO”
Tu sei io, inviando un’e-mail a Jessica Bloom, redattrice della rivista Format. [Nota della redazione: Accettiamo “YO” e qualsiasi altra forma di saluto all’indirizzo magazine@format.com. Dai un’occhiata ai dettagli per l’invio dei contributi alla rivista Format. qui]
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